Ogni anno il Rione Santo Spirito celebra le proprie radici storiche presentando cortei e spettacoli ispirati ad uno dei momenti più intensi dell’epopea estense: il ducato di Alfonso I.

Vengono esaltate grazia, armonia e vivacità della cultura cinquecentesca, ma anche le passione e la dedizione che il duca spese nella preparazione del proprio esercito, coinvolto in più di un’occasione nelle guerre che infiammarono l’Italia durante il suo ducato. Convivono così armature e dignitari, dame di corte e armati, alabardieri e mangiafuoco, accomunati dall’impresa della Granata Svampante, stemma personale di Alfonso I e simbolo inequivocabile delle sue attitudini battagliere, divenuta impresa personale del duca stesso dopo le vittoriose battaglie della Polesella, nel 1509, e di Ravenna nel 1512, entrambe condotte contro la Serenissima Repubblica di Venezia.

La palla infuocata, tradizionalmente rappresentata su uno sfondo dai colori oro e verde in croce di Sant’Andrea, esplode seguendo il buon auspicio che Ludovico Ariosto volle aggiungere all’impresa: il motto “Loco et Tempore”, vale a dire “a luogo e tempo appropriati”. Il simbolo della Granata Svampante è presente nelle decorazioni marmoree di antichi edifici presenti all’interno del territorio del rione: a Palazzo Rondinelli, in cima alla colonna che si trova all’angolo tra Piazza Ariostea e via Fossato, e nel tempio di San Cristoforo alla Certosa.

Tra le insegne del rione è contemplata anche la figura del Leone Rampante, in memoria dell’antico Borgo del Leone, situato un tempo nei pressi dell’omonima torre utilizzata come difesa per le mura a nord della città, e divenuta, in seguito all’attuazione dell’Addizione Erculea, parte integrante del Castello Estense.

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